Sab12202014

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Il patteggiamento non fa scattare automaticamente il risarcimento del danno nel processo civile

Ai fini della responsabilità per il ristoro sono necessarie altre prove

Il patteggiamento non fa scattare automaticamente il risarcimento del danno nel processo civile in quanto sono necessarie altre prove. L’applicazione di questo rito speciale non “fa stato”, infatti, in sede civile. Lo sancisce la Cassazione con la sentenza 19871/13 della terza sezione civile del 29 agosto.

Il caso

Il tribunale di L’Aquila rigettava la domanda di risarcimento dei danni presentata dal ricorrente a seguito di un incidente con il veicolo avvenuto con un’altra persona. La richiesta partiva da una denuncia penale del ricorrente da cui era sorto un procedimento penale, conclusosi con il patteggiamento della pena da parte dell’altro utente. Perché venisse risarcito, secondo il tribunale, il ricorrente avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza del danno e l’imputabilità dello stesso al responsabile. Cosa che invece non era avvenuta, in quanto l’istruttoria si era risolta solo con la deposizione di un teste (moglie del ricorrente) da cui erano emersi elementi non sufficienti perché la domanda venisse accolta. Nessun dubbio per la Suprema corte. La sentenza di patteggiamento, come correttamente evidenziato dal giudice d’appello e confermato dal tribunale, non “fa stato” in sede civile.

Inoltre, ricordano gli Ermellini, anche se, la sentenza penale di applicazione della pena ai sensi dell'art. 444 c.p.p. (cosiddetto patteggiamento), non implica un accertamento capace di fare stato nel giudizio civile, essa “contiene pur sempre un'ipotesi di responsabilità di cui il giudice di merito non può escludere il rilievo senza adeguatamente motivare”. Ed è proprio ciò che il tribunale ha fatto nel caso in esame, tenendo conto della sentenza di patteggiamento, ma ritenendola non sufficiente a dimostrare l’illecito civile. Il ricorso, pertanto, è rigettato. Il ricorrente paga le spese di giudizio.

Emiliana Sabia www.cassazione.net

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