La scelta processuale del legale può essere fonte di responsabilità professionale e obbligare l'avvocato al risarcimento del danno subito dal cliente.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 17506 del 26 luglio 2010. La Corte d'Appello dell'Aquila aveva condannato il legale di un architetto a risarcire il professionista per i danni subiti per violazione del dovere di diligenza professionale nella sua difesa in una controversia giudiziaria: per ottenere il pagamento dei compensi dell'architetto infatti, l'avvocato aveva deciso di promuovere un giudizio ordinario in luogo del procedimento monitorio. Contro tale decisione il legale aveva perciò presentato ricorso in cassazione. Il giudice di legittimità però, definitivamente pronunciando sulla questione, ha confermato la decisione del tribunale di merito, affermando che in tal caso, la diversa scelta dell'avvocato avrebbe comportato una più snella soddisfazione del creditore senza attendere i lunghi tempi del procedimento ordinario.
Roberta Macchia cassazione.net