Ven05242013

Ultimo aggiornamentoVen, 24 Mag 2013 1pm

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La morte del Prof. Vittorio Grevi.-

Fra i numerosi articoli in memoria del Prof. Grevi, segnalo quello di Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera di ieri. Di seguito i lnks a tutti gli articoli dedicati al Professore. La scomparsa di Grevi, giurista sopra le parti
(Luigi Ferrarella - Corriere della Sera, 5 dicembre)
Non era all'asta, come già pochi giuristi possono vantare. Ma soprattutto, come pochissimi nel suo campo, non si era messo all'asta. Eppure, quantomeno negli ultimi 15 anni, al professor Vittorio Grevi sarebbe bastato pochissimo per salire alla Corte Costituzionale o entrare al Consiglio superiore della magistratura: al nume della procedura penale (uno dei tre italiani della Fondation internationale pénale et pénitentiaire, al professore in cattedra da ordinario già a 29 anni, a uno dei padri del nuovo codice, all'influente commentatore di questioni giuridiche su Il Giorno e da tanti anni sul Corriere della Serasarebbe bastato qualche giudizio un poco più «morbido» su questa o quella legge, qualche rigidità in meno nel difendere i principi costituzionali, qualche ammiccamento in più al potente di turno in previsione della voce in capitolo sulle prossime nomine, talvolta addirittura anche soltanto qualche accorto silenzio al momento giusto.
E invece Grevi, che una leucemia fulminante in pochi giorni ha stroncato ieri a 68 anni nella Pavia del «suo» Collegio Ghislieri, aveva armato gli anticorpi dell'autentica libertà dell'intellettuale anche contro le comprensibili lusinghe delle pur legittime aspirazioni personali: le stesse che negli ultimi anni hanno allettato e fatto la fortuna, nel dibattito pubblico sulla giustizia, di una nutrita pattuglia di giuristi «à la carte», opinionisti a gettone disposti a sostenere tutto e il contrario di tutto secondo gli opportunismi delle geometrie politiche, ridottisi a svendere il proprio sapere scientifico per puntellare la stola giuridicamente sbilenca del Principe, in attesa di riceverne prebende universitarie, istituzionali o mediatiche.
Così, pur sapendo benissimo che quello che andava insegnando dalla cattedra pavese o dicendo nei convegni o scrivendo su questo giornale gli avrebbe precluso ambìti traguardi, Grevi non si è mai venduto, questa è la parola brutale ma che oggi va usata.
E non è un caso che il professore, visto come fumo negli occhi dagli instancabili facitori di leggi ad personam e dagli Attila dei tribunali, ma nel contempo sempre guardato di sottecchi con una punta di sospetto da settori dell'opposizione adusi a pretendere dai tecnici del diritto militanza politica anziché cultura giuridica, attento difensore delle prerogative della magistratura e tuttavia indigesto a certe toghe che non gli perdonavano l'inflessibilità verso lacune professionali e derive corporative della categoria, abbia pagato a carissimo prezzo personale la propria indipendenza mentale: bersaglio di veti politici sia quando i prescelti di «rito ortodosso» erano di centrodestra sia quando il pallino delle scelte era in mano al centrosinistra.
Ci deve essere questa consapevolezza alla base della strana sensazione serpeggiata ieri alla notizia della morte di Grevi in seno alla legione di suoi allievi nell'accademia, nell'avvocatura, nella magistratura (quanti giovani uditori giudiziari hanno maturato e forgiato questa scelta nella sua frequentazione!), e naturalmente nella comunità scientifica che lo annoverava autore di testi basilari come «Libertà dell'imputato e Costituzione» (1976), fondatore e a lungo segretario dell'«Associazione tra gli studiosi del processo penale», direttore o condirettore delle riviste Cassazione penale e Rivista italiana di diritto e procedura penale, curatore con Giovanni Conso di commentari e compendi di procedura penale, e anima delle collane editoriali «Giustizia penale oggi» e «Procedura penale». Una corrente psicologica difficile da spiegare, che va oltre il dolore per la perdita di una persona cara, come se il momento della mancanza di uno (la morte di Grevi) disvelasse una condizione comune (la paternità-Grevi) in ciascuno dei suoi «orfani» disseminati in tutta Italia: «Ah sì, quello ha studiato con Grevi...».
Può anche darsi che, d'ora in avanti, nel dibattito pubblico sulla giustizia, bugie e conformismi avranno per un po' vita più facile nel deserto lasciato dall'improvvisa scomparsa del professore. Ma in quella sua «diaspora» di allievi, inciso nella testa di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo, resta il marchio-Grevi: non tutti hanno un prezzo.
Luigi Ferrarella

Luigi Ferrarella
La scomparsa di Grevi, giurista sopra le parti
in Corriere della sera, 5 dicembre 2010
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=VV4F1

Armando Spataro
Grevi, la libertà della giustizia
in Il Fatto, 5 dicembre 2010
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=VV1RR

Liana Milella
Addio al giurista Vittorio Grevi. Cordoglio del Colle
in Repubblica, 5 dicembre 2010
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=VV47I

Donatella Stasio
Il rigore "scomodo" di Vittorio Grevi
in Sole24ore, 5 dicembre 2010
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=VV2X1

E' morto Vittorio Grevi giurista doc
in Giorno/Resto/Nazione, 5 dicembre 2010
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=VV1SL

Scomparso il giurista Vittorio Grevi
in Mattino, 5 dicembre 2010
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=VV6DM

Il giurista Vittorio Grevi stroncato dalla leucemia
in Stampa, 5 dicembre 2010
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=VV3MY

e...il trafiletto de L'Unità:
Parlando di...Vittorio Grevi
in Unità, 5 dicembre 2010
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=VV3HO