Gio06202013

Ultimo aggiornamentoGio, 20 Giu 2013 11am

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No all'aumento dell'assegno se lei dopo il divorzio ha trovato un lavoro precario

Rilevante la mancanza di miglioramento delle condizioni economiche di lui
Alla ex moglie non spetta l'aumento dell'assegno divorzile se dopo la separazione ha trovato lavoro, sebbene precario, e non si sono configurati aumenti di reddito o miglioramenti finanziari da parte dell'ex marito. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 9765 del 23 aprile 2013, ha respinto il ricorso di una 53enne contro la decisione della Corte d'appello di Genova che ha bocciato la domanda di elevazione dell'assegno divorzile a carico dell'ex marito.
La sesta sezione civile, in linea con la Corte ligure, ha ritenuto legittima l'esclusione dell'aumento dell'assegno osservando che deve essere rilevato lo sviluppo dell'attività lavorativa dell'obbligato: nel caso in esame, non si sono configurati aumenti di reddito o miglioramenti finanziari da parte dell'ex marito, mentre un lieve miglioramento della condizione economica dopo il divorzio c'è stata per la moglie, che ah trovato un'occupazione, sebbene precaria, mentre non lavorava al momento del divorzio. E ancora. Secondo la Suprema corte, al riguardo, l'affermato peggioramento delle sue condizioni di salute non avrebbe avuto incidenza sulla sua attività lavorativa. Pertanto, il ricorso è stato respinto per la sua infondatezza e alla ricorrente non resta che pagare 2 mila euro per le spese.
Vanessa Ranucci www.cassazione.net